11 ottobre – VANGELO (Lc 11,1-4) Signore, insegnaci a pregare

Dal Vangelo secondo Luca

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».

 

Meditiamo

Casa di Preghiera San Biagio FMA

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare

Non è la prima volta che gli evangelisti (Luca specialmente) accennano al fatto che Gesù pregava amando appositi luoghi per farlo. Un’obiezione che potrebbe sorgere è questa: Ma come! Se Gesù è il Verbo di Dio, non era intimissimo al Padre sino a poter dire: “Io e il Padre siamo Uno”? Che bisogno dunque aveva di uscire dalle piazze, dal chiasso delle strade e dagli assembramenti umani per andare in luoghi solitari a pregare?

Ricordiamoci che Gesù ha voluto vivere la nostra natura umana fino in fondo, fino a tutte le sue conseguenze. Per noi, se vogliamo uscire da posizioni di superficialità e di equivoco, sono necessarie anche pause di preghiera più intensa, di più accurato ascolto della Parola di Dio, di pause contemplative in luoghi dove lo stordimento dei rumori (magari anche mediatici) non ha assolutamente accesso. Così fu anche per il Dio fatto uomo in Gesù. Saliva per lo più sulla montagna dove il silenzio è più intatto, dove è più facile raccogliere i sensi la mente e il cuore attorno a quel centro di interesse importantissimo che è Dio, la sua presenza, la sua Parola che illumina, guarisce e salva. Gli apostoli capirono dal suo esempio l’estrema importanza di quell’esodo, di quel prendere le distanze per pregare, ma soprattutto avvertirono il bisogno di imparare a pregare. Gesù lo insegnerà loro con le sublimi petizioni del Padre nostro.

Nella nostra pausa contemplativa, oggi, seguiamo Gesù in un luogo di quiete. Se non possiamo andare altrove, chiudiamoci in camera o in un angolo silenzioso di una chiesa o in una zona dove il creato è vivo nel suo respiro di pace. Fermiamoci: nel gran correre di oggi è già azione salutare. Poi con i discepoli diciamo a Gesù: insegnaci a pregare.

Sì, Signore, per non morire assetato e non svuotarmi del tutto, per non diventare una macchina a servizio di altre macchine, fammi consapevole che ho bisogno di pregare e anche di trovare le condizioni per farlo.

***

La voce di un Dottore della Chiesa

Quanto alle condizioni da seguire nella preghiera, si possono ridurre all’una o all’altra di queste due seguenti: o isolarsi nel «nascondimento della propria stanza» (Mt 6,6), ove, lontani da ogni rumore e senza render conto a nessuno, possiamo pregare con tutta la purezza del cuore… oppure rifugiarsi in luoghi solitari, come faceva lui, per pregare nel tempo migliore e più silenzioso della notte (Lc 6,12).

San Giovanni della Croce

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